Informazioni generali



Gli effetti del cambiamento climatico sul nostro ambiente diventano di giorno in giorno più evidenti. Il risanamento termico può quindi costituire un valido supporto per una difesa sostenibile del clima, e in questo campo svolgono un ruolo primario gli interventi di termoisolamento.

Sostenibilità
Allo stato attuale possiamo immaginare che le generazioni future - posto che siano ancora in grado di farlo - giudicheranno in maniera assai severa la nostra leggerezza nel gestire le risorse della terra. In particolare il cambiamento climatico sempre più discusso in questi ultimi anni e la conseguente minaccia per noi e per il nostro ambiente appaiono un buon motivo per riflettere su un approccio di “sviluppo sostenibile”, intendendosi con questo termine la scelta di metodologie economiche e di modalità di vita atte a soddisfare i bisogni e le aspirazioni del mondo d’oggi senza compromettere quelli delle generazioni che verranno. È un problema che ci riguarda tutti da vicino.

Risanamento termico
„Think global - act local", dovrebbe essere il nostro approccio comune, se vogliamo contenere e ridurre le emissioni di gas serra. Queste sostanze nocive dovrebbero ridursi del 13% circa entro il 2012, mentre invece sono cresciute del 3% dal 1990. Se si considera la domanda complessiva di energia si constata che la percentuale maggiore viene utilizzata per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda negli edifici. Del pari elevata è quindi l’emissione di sostanze nocive, in particolare CO2.

Decisiva deve essere la consapevolezza che il termoisolamento costituisce parte integrante della progettazione generale di un immobile, nell’ottica economica, in quella sanitaria ma anche in quella ecologica.

D’altra parte il risanamento termico del corpo di un edificio ci offre anche un’eccellente occasione per togliere di mezzo errori strutturali e di creare un habitat piacevole in termini di comfort e di benessere.

Il vantaggio dell’investire nel risanamento tecnico di costruzioni già esistenti è più che evidente:

1) Interventi adeguati di coibentazione su manufatti preesistenti possono ridurre il fabbisogno energetico persino di un 60%, anche non tenendo conto del ripristino o della sostituzione dei serramenti, della maggiorazione degli spessori delle solette degli scantinati e dei sottotetti e nei casi ideali, del rinnovo dell’impianto di riscaldamento.

2) Per quanto riguarda il comfort abitativo, un termoisolamento ben dimensionato consente di sfruttare in maniera ottimale la muratura e le solette come accumulatori di calore, che cedendo nuovamente il calore accumulato dopo la ventilazione dei locali contribuiscono in larga misura a riscaldarli nuovamente e provvedono a compensare i picchi termici.

3) Differenze nelle temperature superficiali dei vari elementi del manufatto determinano spesso negli edifici vecchi correnti d’aria e asimmetrie nell’irraggiamento, con conseguenti sensazioni di freddo e scarso comfort. Temperature superficiali basse delle pareti esterne rendono i locali più freddi di quanto essi sarebbero per effetto della sola temperatura ambientale.

4) Temperature superficiali omogenee ottenute grazie ad una coibentazione accurata e attenta ai ponti termici impediscono che il vapore acqueo comunque presente nell’aria ambientale determini condense indesiderate e la conseguente formazione di macchie di umidità e muffe.

5) Un minore fabbisogno di riscaldamento riduce automaticamente anche le emissioni di sostanze nocive e di quel CO2 che è causa dell’effetto serra. Una isolamento efficiente contribuisce inoltre in non scarsa misura a metterci personalmente al riparo da eventuali future crisi energetiche.

6) Anche il fattore occupazionale diventa decisivo, in quanto vengono a crearsi nuovi posti di lavoro. Visto l’ingente patrimonio storico esistente in Italia e la crescita edilizia avvenuta nell’immediato dopoguerra, oggi numerosi edifici necessitano con urgenza di un risanamento termico anche per conformarsi alle attuali normative in vigore in materia di risparmio energetico. L’attuazione di questi interventi comporterà necessariamente un notevole incremento occupazionale nei prossimi 10-12 anni.

Il risanamento termico diventa in questo modo un fattore chiave della nuova“strategia climatica”.